Perchè “invasione”

Di Ugo Boghetta

Una replica a Bizzi: “Caro Boghetta: l’invasione è un altra cosa” su Città Futura

Paolo Bizzi su Città Futura ha stigmatizzato l’uso del termine “invasione” usato in una lettera aperta al Parlamento in cui Indipendenza e Costituzione propone la messa sotto accusa di Napolitano e Berlusconi per non aver impedito prima, ed aver partecipato poi, all’attacco alla Libia. Evento da cui deriva la forma italiana dei problemi odierni legati all’immigrazione.

In primo luogo lo ringrazio per il tono non consueto in certa sinistra quando si mettono in discussione “le sacre verità” sul fenomeno immigrazione. In effetti, da certa sinistra, è solo il termine “invasione” ad essere frontalmente criticato in quanto usato dalla Lega. Quando, invece, l’oggetto della lettera era il venir meno della Libia come filtro ad un immigrazione sempre più di massa. Bizzi sostiene che questo è un termine che non può essere egemonizzato dal campo progressista. Il fatto è che il campo progressista non può egemonizzare nulla. È una delle cause oggettive del passaggio di grandi masse di lavoratori e di popolo alla destra. È il problema e non la soluzione.

Tant’è che coloro che si sono cimentati in questa critica al solo termine “invasione” dimostrano ancora una volta che non sanno fare i conti con la realtà. Tutta la loro “sapienza” è spesso dedicata all’onanismo. Qualcuno forse ha proposto un altro termine adeguato!? No di certo!

Si critica, inoltre, l’affermazione per la quale i migranti (in questa fase) siano un ceto medio (termine da contestualizzare ovviamente) delle realtà di provenienza perchè lo dicono i liberisti. No. Lo dicono i dati. La gran parte, ad esempio, viene dalla Africa Occidentale mentre siccità, miserie e guerre sono ad Oriente.

Siccome non siamo nati ieri, e abbiamo letto Lakoff, sappiamo benissimo che una regola aurea è quella di non usare i concetti dell’avversario. Ma quando gli immigrati passano in poco tempo da 45.000 all’anno ad una previsione di 200.000, senza che vi sia alcun segnale che il fenomeno decresca, si ha un bel da sottilizzare. Questa è letteralmente un’invasione. Un’invasione di poveri, ma sempre un’invasione. Inoltre, l’immigrazione in queste dimensioni è usata come una potente arma di distrazione di massa.

Questo significa che per avere una qualche speranza di poter sviluppare una politica alternativa (anche rispetto all’immigrazione) è necessario ridurre significativamente questo fenomeno. Il resto è fuffa.

Giustamente Bizzi cita Corbyn, Melanchon, Brancaccio che mettono in discussione la libera circolazione delle persone (persone non c’è nel testo per dimenticanza, pudore o ipocrisia!?).

Mettere in discussione la libera circolazione delle persone si può dire, invasione NO!

Allora il problema non è il termine “invasione” ma il rimettere le cose con i piedi per terra. È il punto di partenza per poter ricominciare a parlare di un qualsiasi cambiamento.

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